Per ogni parola una bilancia

di Derseiltanzer


Chi l’avrebbe mai detto? Un governo di tecnici che non sa usare le parole. Sì, naturalmente di ogni governo si ricorda lo strafalcione che rimarrà poi nella “storia”, ma nessuno dei governi precedenti è stato così contestato per singole parole. “Sfigati”, “Monotono”, “Choosy” e scusate se me ne dimentico qualcuno! Il “problema” forse lo si trova nel fatto che questo è appunto un governo di tecnici non pratico nell’uso del linguaggio politico (che in una società democratica è lo strumento per ottenere il voto). Loro parlano e ragionano con in mente il sistema del mercato, non hanno bisogno di cercare termini ambigui per coccolare l’elettorato. Dicono le cose in maniera diretta e ci regalano, tutte le volte che intervengono, un dipinto di come credono che sia la realtà delle cose (o di com’è realmente? Scegliete voi…). Tanto per loro calerà il sipario e tornerà di nuovo, come sempre, il trionfante dominio del potere carismatico. Torneranno i nostri amati eletti (gli uomini migliori, dunque?) e chi ha vissuto questi mesi nell’ansia di non sentirsi più in un regime democratico, potrà tornare a dormire sonni tranquilli. Sì, è vero, un governo di tecnici non è di certo stato scelto democraticamente. Eppure se ce lo ritroviamo tra i piedi è perché qualcosa nella nostra amata democrazia non ha funzionato. Quei maledetti corrotti l’hanno rovinata, lo spread ci ha segato le gambe (maledizione ai tedeschi!), i giovani non hanno le possibilità per crescere, è un paese per vecchi, queste regioni fagocitano soldi come fossero baci di dama e tutto quello che vi pare. Oppure?

Oppure è che quando ti trovi alla base della piramide non si sa cosa succede in alto. Allora si inizia a soddisfare il proprio interesse privato, poi il vicino farà lo stesso e avanti, fino alla cima dove la Sacra democrazia ci dice (troppo tardi): “No, è l’interesse collettivo che deve prevalere.” Quindi crolla tutto e bisognerà ricostruire da capo, ma costruendo dalla base ci si dimenticherà sempre della punta. Alla punta non ci pensa mai nessuno, perché “Tanto io sono in basso, per me è troppo lontana”, ma quando avviene il crollo la colpa è sempre là, in alto.

Oppure è che ci sono cose che non possono funzionare, perché l’uomo è un animale da gregge, totalmente irrazionale che ha bisogno del suo pastore e lo ama, lo ama tantissimo, a patto che il suo interesse sia sempre tutelato, perché se non è così “gli si taglia la testa” a questo povero pastore e se ne cerca un altro. Il Feudalesimo è durato circa otto secoli prima di crollare sotto le spinte delle grandi rivoluzioni liberali, la democrazia moderna ha già problemi dopo due secoli e mezzo (anno più, anno meno). “Sì, però la democrazia è il progresso, è il massimo a cui ci ha fatto giungere la modernità… vorrei vederti a vivere nelle società tradizionali!” E così?

Così dobbiamo sorbirci questo governo di tecnici che dice ai giovani che sono schizzinosi e sfigati… e guai a dirlo! Mai che qualcuno si possa far venire il dubbio che il voto non è il loro fine ultimo e che forse un esame di coscienza non nuoce sicuramente. Magari si sarà più lucidi per affrontare questo momento terribile. Magari…

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