Io alla carta non ci rinuncio.

di Derseiltanzer


In questo periodo, tra sessione d’esami universitari e interessi personali, sto leggendo tantissimi libri e articoli. Amo quasi maniacalmente leggere libri e quando trovo un articolo su internet che mi piace molto corro a stamparlo. Dev’essere una mia caratteristica, ma amo sentire il libro in mano, piegarlo, sfogliare le pagine, scrivere i miei appunti con la matita, sentire il rumore e il profumo della carta o dell’inchiostro delle pagine che ho appena stampato. Posso definirmi un’inguaribile bibliofila. E da brava bibliofila che si rispetti sogno che tutti possano diventarlo, per provare il piacere della lettura. Con i libri ci sono cresciuta: ho iniziato con quelli della serie bianca del “Battello a Vapore”, dove ogni pagina conteneva cinque parole talmente era elevata la grandezza del carattere, poi sono passata all’immancabile “Piccolo Principe” (che credo, anzi spero, tutti abbiano letto!), fino ad ora, dove ogni libro che leggo mi arricchisce sempre di più. E, sempre da brava bibliofila che si rispetti, oggi sono molto preoccupata.

Prima di tutto dal calo delle vendite che stanno subendo tutte le librerie (specialmente in Italia): togliamo i best-sellers (ahimè) tipo “Cinquanta sfumature di…” e il resto dei libri rimane lì, a impolverare. Ogni tanto, per fortuna, passa un generoso lettore che fa prendere a questi libri una boccata d’aria. Leggere fa bene sempre, non solo quando esce un libro “erotico” o, meglio, decisamente trash, che ha spopolato in tutto il mondo. So bene che esistono persone che odiano leggere, di qualsiasi cosa il libro tratti, ma spero sempre si convertano e scoprano cosa vuol dire viaggiare in mondi diversi sfogliando delle pagine oppure scoprire cose nuove stringendo un libro.

La seconda cosa che mi preoccupa un po’ sono gli E-books, ma prima voglio fare una premessa. Senza girarci troppo attorno, i libri costano, e anche tanto. Se non ci fossero le librerie con libri usati e scontati non avrei potuto comprarne così tanti. Il fatto che i libri costino tanto non significa che non si possa leggere, perché esistono le biblioteche, ma, almeno per me, quando un libro mi è piaciuto particolarmente preferisco sempre comprarlo per poterlo rileggere quando voglio. E quindi, si paga. Per una studentessa senza lavoro questo significa rinunciare ad altre cose, anche se personalmente non mi è mai pesato. Il motivo per cui l’E-book è diventato sfizioso è proprio questo: paghi il libro molto meno e, anche se non in forma cartacea, ce l’hai sempre con te. Inoltre è diventato pratico perché in un piccolo reader si possono contenere anche centinaia di libri. Quello che proprio non mi piace è la digitalizzazione del piacere. Leggere non è solo un processo mentale, ma anche fisico. Anche il fatto di sentire il libro tra le mani provoca piacere. Senza dimenticare il piacere di poterlo prestare o regalare ad un amico scrivendoci sopra qualche frase. Il piacere di tornare a casa la sera e vedere la propria libreria che abbellisce la camera da letto, lo studio, il salotto. Il piacere di lamentare che se si andrà avanti a comprare libri, presto o tardi non si saprà più dove metterli. Il piacere di attaccare il post-it sulla pagina dove abbiamo sottolineato quella frase che ci ha colpito così tanto. Il piacere di toccare una pagina calda e non uno schermo freddo. Il piacere di perdere una giornata dentro alla libreria a cercare chissà che cosa, spostando libri sugli scaffali, aprendoli o leggendo solo le scritte sul retro. Cosa c’è di divertente e di piacevole nello sfogliare lo store online? Il piacere di vederci cadere una lacrima che, ahimè, sbaverà l’inchiostro per l’eternità, e tutte le volte che riaprirai quel libro ricorderai che ci hai pianto sopra. Il piacere di portartelo al parco in una giornata di sole. Il piacere di usare qualsiasi oggetto sottile come segnalibro. Il piacere di vederli spuntare ovunque. Il piacere di esservi circondati. Scommetto che ogni buon lettore ha provato questi piaceri almeno una volta.

Questi sono i motivi per cui non mi convertirò mai al formato E-book. Sarò eternamente perseguitata dal mio (costoso) amore per la carta. Perché un libro di carta è lì per sempre, compagno fedele, che con il passare del tempo vedrà le sue pagine ingiallirsi o che un giorno qualcuno troverà, chissà dove, e ci potrà leggere i vostri appunti a matita o a biro. Oppure quel qualcuno vedrà le vostre sottolineature e si chiederà perché abbiate sottolineato proprio quella frase; si creerà così una sorta di unione breve, ma intensa, fra due persone che neanche si possono vedere. È una delle tante magie dei libri.

Il libro è una traccia di chi l’ha posseduto e all’uomo piace così tanto lasciare tracce di sé. Non privatevi di questo piacere.

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