L’Italia e lo Spirito del Tempo un po’ burlone

di Derseiltanzer


L’Italia è una Repubblica fondata sulla schizofrenia. “schizein”: a distanza di secoli i Greci riescono ancora a descriverci al meglio. Magari sapevano che nel 1861 ci sarebbe stata l’Unificazione.

Perché l’Italia, oggi più che mai, soffre di schizofrenia? Siamo nel 2013, ma la storia è ferma al 1945. Sembra che la guerra non sia mai stata superata. Sembra che lo Spirito del Tempo sia un po’ confuso. Non sa neanche lui chi è. Forse è un po’ burlone.

Oggi ho nuovamente sentito pronunciare le parole “fascisti” e “comunisti”, mentre nei palazzi di potere si parla di assetti dell’Unione Europea, di esodati, di larghe intese, di tentativi di salvare l’insalvabile. Parlano sempre di Europa a due velocità, ma non basterebbe neanche quella per un Paese come l’Italia, che di velocità ne ha infinite e tutte divergenti.

Un Paese in cui non si può neanche dire “Sarebbe utile unire amministrativamente alcune province”, perché altrimenti, se capitasse di passare per Livorno a chiedere cosa ne pensano di questa possibile decisione, le uniche parole sarebbero: “Pisa merda!” Ma come?! Allora il 1945 non è sufficiente! Bisogna tornare indietro al Rinascimento?

Oh miseria, povera Italia! Il 25 aprile ci sono “fascisti” e “comunisti” che si gettano polvere addosso. C’è chi non vuole assolutamente questa festa, c’è chi la considera un simbolo della nascita di una Nuova Italia, c’è chi crede negli eroi sulle montagne e chi, invece, crede nei disertori sulle montagne. C’è anche chi vuole il ritorno del Re od una nuova epoca feudale.

Come fanno male le ideologie che sovrastano e a cui ci si schiavizza. Le ideologie vanno dominate, vanno superate quando troppo scomode. Il tempo corre e le ideologie ammuffiscono ancora prima di potersene accorgere. Si è lì a sventolare la propria bandiera e il mondo ha già cambiato direzione. E gli italiani non se ne sono mai resi conto. Domani, in fondo, morirà Lorenzo ‘de Medici e speriamo non mettano al suo posto il figlio Piero, perché è proprio un incapace.

Ma come faremo a preoccuparcene? Là fuori c’è qualcuno ancora offeso per il ratto delle Sabine.

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